
Il Giovane Holden è un libro che avrei potuto finire in due giorni, ma che ho messo MESI a terminare.
È un romanzo classico della letteratura di circa 200 pagine, che ci porta per mano nella vita dell’omonimo giovane, Holden Caulfield, e nella sua gioventù.
Il ragazzo ha varie esperienze scolastiche, viene spesso cacciato dalle università e fa spesso a botte con i coetanei, “nonostante non gli piaccia”, e racconta delle amicizie, delle sue sensazioni, delle sue emozioni, di alcune relazioni e di alcune vicende che lo sconvolgono.
Niente più.
Non ci sono colpi di scena, solo un ragazzo nella piena crisi di se stesso che sta cercando la propria strada.
La stesura invece, a parer mio, è l’esatto esempio di come dovrebbe essere uno “Show Don’t Tell”.
Nel romanzo si conosce bene Holden, lo si percepisce, lo si vive attraverso i suoi pensieri e le sue azioni a volte incoscienti, come ci si aspetta che faccia un adolescente.
Non viene detto che “Holden non sa cosa fare della sua vita” ma viene mostrato nei dialoghi e nei ragionamenti con se stesso.
Non viene detto che “sta cercando la sua strada”, ma viene mostrato attraverso le sue indecisioni.
Oltre ciò però, ho avuto la sensazione, per questi mesi, di leggere un’infinita lettera da parte di Holden, indirizzata a un amico lontano, in cui racconta a mo’ di diario le sue giornate, finché finalmente non si convince a prendere una decisione definitiva (pure quella assai lunga).
Insomma, se ti piacciono libri soft, senza impegno e che non ti facciano mettere le mani tra i capelli per lo stile di scrittura, allora Holden, Il Giovane Holden, può farti compagnia per un periodo (spero più breve del mio).
Ci leggiamo alla prossima recensione con:
🍁Anna Karenina, Tolstoj
🍁Lady Firefly, Antonietta Iannone